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Cos’è la pressione ?

Cos’è la pressione ?
In questi ultimi giorni ci siamo sentiti dire spesso che la Boschi e Renzi hanno parlato di Banca Etruria ma non hanno mai fatto “pressione” sui loro interlocutori.
Ecco che allora mi sorge il dubbio di non capire bene il significato della parola pressione, termine che noi abitualmente associamo agli pneumatici dell’auto, o ai valori pressori del sangue o alle variazioni atmosferiche.
Volendo estendere il concetto di pressione agli atti tra persone mi verrebbe in mente l’intensità delle azioni che noi potremmo compiere per costringere qualcuno a fare qualcosa, quali la minaccia, il ricatto, la costrizione fisica, allora, veramente, potremmo dire di aver esercitato una forte pressione.
Sicuramente nelle conversazioni tenute tra la Boschi ed i suoi interlocutori del mondo bancario e della finanza, così come in quelle di Renzi, non si sono registrate pressioni della tipologia di cui sopra, ma credo si possa affermare che esista anche una pressione morale “indiretta” ed “implicita”, non palesata e non palesabile, così come affermato anche dal giornalista De Bortoli, e per questo citato in giudizio dalla Boschi.
Se io non sono un Ministro economico, ma sono il Ministro per le riforme costituzionali, non dovrei occuparmi di finanza e banche, e se convoco il presidente della Consob alle 8 di mattina presso la mia abitazione e parlo con lui di Banca Etruria , di cui il Vicepresidente è mio Padre, e che notoriamente detta banca è in grosse difficoltà, non ho forse esercitato una pressione indiretta essendo comunque un ministro in carica e molto vicino al Premier ?
Come mai tutti i soggetti interrogati dalla commissione d’inchiesta sulle banche si sono dati tanto da fare a precisare di non aver ricevuto pressioni pur ammettendo Vegas e Ghizzoni di avere avuto contatti diretti con la Boschi e Visco di aver avuto contatti diretti con Renzi ?
Come mai essendo almeno 5 le banche in grosse difficoltà negli incontri si è parlato solo e soltanto di Banca Etruria ? e si noti che di Popolare Vicenza non se ne è parlato per le oggettive difficoltà della stessa banca ma solo in chiave di fusione con Banca Etruria .
Quindi confermo la teoria che esistano forme indirette di esercitare una “ pressione” sugli altri , mentre questi distinguo, sottolineati dai tre soggetti interrogati dalla Commissione, puzzano molto di politichese.
Volendo pensar male ci sarebbe da mettere in discussione la Presidenza stessa della commissione dato che si dice che a Casini sarà dato un collegio ( certamente “sicuro”) nell’ambito dei canditati del PD, e mi chiedo anche come mai Ghizzoni, al tempo intervistato da radio 24, in merito alla presunta richiesta della Boschi di far assorbire banca Etruria da Unicredit, aveva testualmente dichiarato:” non fatemi rispondere perché come privato cittadino non mi prendo la responsabilità di far cadere un governo, ma se interrogato nelle sedi opportune vi dirò la verità ! “
Sempre a voler pensar male come mai si è cercato Unicredit come banca che doveva rilevare banca Etruria ? E’ opportuno ricordare che Unicredit era alle prese con il proprio piano di risanamento e con il varo dell’aumento di capitale da 13 miliardi, e che il governo doveva adeguare la legge sui crediti tributari delle banche alle normative europee e che Unicredit era la banca che deteneva i maggiori crediti e quindi quella che avrebbe maggiormente beneficiato di detto adeguamento. Evidentemente il costo del salvataggio di Banca Etruria era superiore ai vantaggi in quanto, al di là della situazione disastrosa dell’Etruria, la BCE avrebbe imposto ad UniCredit un ulteriore aumento delle riserve e quindi un Miliardo in più nell’aumento di capitale ,già oneroso, pertanto la “non pressione della Boschi” non è stata comunque recepita.
Giusto per informazione, il Governo si è poi “dimenticato” nel cassetto il decreto di adeguamento dei crediti tributari delle banche , forse , e sempre a pensar male, proprio perché il maggior beneficiario degli effetti di detto decreto , ovvero Unicredit, si è defilato per il salvataggio di Banca Etruria.
Come non si può continuare a pensar male quando si scopre, per le stesse dichiarazioni di Ghizzoni, che Carrai, personaggio principe del “giglio magico”, il 13 gennaio 2015 ha mandato una mail dove, premettendo “che gli era stato chiesto” , ed è facile pensare chi fossero gli autori della richiesta, voleva sapere se UniCredit avrebbe poi definito l’acquisto di Banca Etruria.
Pensiamo anche che a febbraio dello stesso anno banca Etruria è stata commissariata, e allora questa richiesta sa proprio di estremo tentativo prima dell’irreparabile.
Nel dopoguerra la persona che voleva fare “pressione” su qualcuno , vuoi per farsi togliere una multa o per passare avanti in una coda, usava la famosa frase “Lei non sa chi sono io!”, questa nuova generazione come la Boschi, i Renzi e i Carrai, non hanno bisogno di premettere questa frase, danno per scontato che i loro interlocutori già sappiano chi sono e così vanno subito al sodo, che bisogno hanno della minaccia esplicita!
Alla fine di tutti questi interrogatori della commissione resta una certezza inconfutabile, come mai il Ministro delle riforme costituzionali si interessava di Banche ( meglio sarebbe dire di una banca ) con importanti addetti ai lavori e come mai gli stessi accettavano gli incontri diretti senza che ne fossero istituzionalmente obbligati ?!
Mi ricordo che il ministro Lupi , visto che non è nel giglio magico, lo hanno fatto dimettere in tre giorni per la storia dell’orologio regalato al figlio, in occasione della laurea, da parte di un imprenditore, mentre la Boschi , che già avrebbe avuto dovuto dimettersi vista la sonora bocciatura della Sua riforma costituzionale, nonostante questo suo “improprio” interessamento alle vicende della banca del “babbo” è sempre lì con arroganza e impudenza.
Riccardo Benetti
Segretario provinciale PLI Lucca
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